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Chi deve pagare la pulizia della canna fumaria?

1 agosto 2022 · Blog Semplificaffitto · 4 min di lettura

Chi deve pagare la pulizia della canna fumaria?

Chi deve pagare la pulizia della canna fumaria?

Tra te e il tuo inquilino, chi deve pagare la pulizia della canna fumaria? In questo articolo vediamo come funziona la ripartizione delle spese in caso di un appartamento condominiale in affitto. Partiamo da un punto fermo: tutte le spese condominiali restano una responsabilità del proprietario dell’appartamento, anche se l’immobile è dato in locazione.

Infatti, anche se c’è un inquilino all’interno dei locali, l’amministrazione condominiale richiederà la quota parte di ogni spesa sostenuta per le zone comuni, compreso l’eventuale pagamento della pulizia della canna fumaria, solo al proprietario dell’immobile.

Ma, in base agli accordi stabiliti con il contratto di locazione, tu puoi chiedere al tuo inquilino di rimborsare le spese condominiali che gli competono. Per mezzo dell’ordinanza della Corte di Cassazione, è possibile verificare quali sono le spese delle quali l’inquilino dell’appartamento locato è tenuto a rispondere.

Quindi, nel caso di pagamenti anticipati da parte tua, spettanti però all’inquilino stesso, come può essere la quota da pagare per la pulizia della canna fumaria, è opportuno consegnare la documentazione fiscale. Questa deve dichiarare la spesa effettuata, così da poter ricevere a propria volta il rimborso.

Ma vediamo, nello specifico, come funziona la divisione delle spese per questo tipo di intervento, soprattutto se la pulizia riguarda una canna fumaria condominiale o un camino del singolo appartamento.

Canna fumaria condominiale

Se la canna fumaria è condominiale, le spese da pagare per la pulizia, così come l’installazione, la manutenzione e l’eventuale sostituzione, sono a carico di tutti i condòmini. Il calcolo della quota parte viene eseguito in base alle ripartizioni millesimali di proprietà o secondo le tabelle in uso per definire ogni tipologia di spesa condominiale.

In base alle norme legislative dedicate all’installazione dei camini condominiali, possono esserci diverse tipologie di canne fumarie: quelle per l’impianto di riscaldamento centralizzato, con canali comunicanti che convogliano i fumi di più impianti; oppure canne fumarie per ogni singolo impianto del condominio, quindi per ogni appartamento. Questo significa che ci possono essere appartamenti per i quali è possibile gestire in autonomia la pulizia e la manutenzione dei camini e appartamenti condominiali per i quali occorre occuparsi insieme agli altri delle spese da saldare o delle manutenzioni da effettuare.

Pertanto, le spese da pagare per la pulizia della canna fumaria condominiale sono soggette alle decisioni dell’assemblea di condominio. E, in base alle leggi vigenti nel 2022, i costi vengono divisi tra tutti i condòmini in base alle relative quote e come previsto dalla ripartizione delle spese condominiali.

Di fatto, il condòmino dell’appartamento in affitto è sempre e comunque tu, proprietario, e non l’inquilino. Quindi, dovrai richiedere a tua volta al conduttore il costo della spesa sostenuta tramite la rata relativa alle spese condominiali, indicata nel contratto d’affitto. Nel caso le spese da pagare per la pulizia della canna fumaria siano un costo che va al di fuori delle spese condominiali stabilite, è necessario che tu dimostri di aver effettuato l’intervento e di aver pagato la quota tramite un riscontro fiscale.

In generale, ci sono delle eccezioni che permettono ai condòmini di non dover pagare le spese dovute alla pulizia delle canne fumarie condominiali: per esempio, le persone che non usano la canna fumaria e alle quali non serve averla sono escluse dal pagamento delle spese comuni. Di conseguenza, se hai un inquilino che non usa la canna fumaria, puoi dimostrare di non dover pagare nessuna quota parte delle spese sostenute dagli altri condòmini.

Pulizia canna fumaria dell'appartamento in affitto

Se invece si tratta della pulizia della canna fumaria singola dell’appartamento in affitto, è chiaro che sia l’inquilino, in autonomia, a doversi occupare della manutenzione ordinaria e di tutto ciò che serve per salvaguardare ogni impianto presente. Queste regole sono sempre indicate nel contratto di locazione, in base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione e dalle leggi vigenti, rinnovate anche nel corso del 2022.

Quello che puoi fare, in questi casi, è verificare e ricordare la necessità periodica, prevista dalla legge, di provvedere alla manutenzione ordinaria, come la pulizia delle canne fumarie, a seconda del tipo di impianto di riscaldamento presente. Infatti l’ordinamento dello spazzacamino prevede tempi e regole diverse per la pulizia e il controllo di canne fumarie e camini:

controllo annuale, con verifica, pulizia manuale e intervento tecnico per impianti di riscaldamento (stufe a legna) con potenza nominale non superiore ai 18 KW; verifica annuale anche per gli impianti di riscaldamento a gas; ogni 6 mesi per impianti di riscaldamento a combustibili liquidi; tre volte all'anno per impianti di riscaldamento a combustibili solidi.

Nei casi di un appartamento in affitto con canna fumaria privata, la cosa importante che devi fare è assicurarti di aver fatto eseguire la normale manutenzione con la pulizia della canna fumaria prima di locare l’immobile. Così, una volta che all’interno ci vivrà l’inquilino, sarà lui a doversi occupare dei successivi controlli e a pagare le spese di pulizia della canna fumaria in autonomia.

Può essere utile sapere che esistono delle detrazioni fiscali pari al 50%, da poter richiedere per gli interventi di questo tipo sulle canne fumarie. Sia in caso di camini comuni condominiali che privati e singoli. Ne possono disporre, se ne hanno i requisiti, sia i proprietari dell’immobile che gli inquilini.

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