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Come si calcolano le tasse sugli affitti a canone concordato?

2 luglio 2022 · Blog Semplificaffitto · 5 min di lettura

Come si calcolano le tasse sugli affitti a canone concordato?

Titolo: Come si calcolano le tasse sugli affitti a canone concordato?

Vediamo come si calcolano le tasse sugli affitti a canone concordato. Se sei proprietario di un immobile, è importante conoscere bene questo tema per orientarti con sicurezza nel mondo delle locazioni.

Quando metti a disposizione un locale in affitto tramite un contratto a canone concordato, devi considerare che le quote del canone vanno dichiarate tra i redditi percepiti nel corso dell’anno. Le rate ricevute diventano infatti parte del tuo reddito personale, in qualità di locatore e proprietario dell’immobile. Di conseguenza, su queste somme devi pagare le tasse in percentuale, di solito variabile, in base a determinati scaglioni prestabiliti.

In questo articolo vedremo quali sono le modalità tradizionali per pagare le tasse sugli affitti a canone concordato e quali sono invece le alternative più convenienti, come la cedolare secca.

Il contratto a canone concordato è un accordo sottoscritto tra locatore e locatario, conosciuto anche come 3+2. Questa definizione indica gli anni minimi di locazione e la proroga automatica, nel caso in cui non venga effettuata la disdetta dopo i primi tre anni.

La quota d’affitto, per questo tipo di contratto a canone concordato, è stabilita in base ai termini minimi previsti dalla legislazione italiana che regolamenta i contratti di locazione. Le due parti confermano l’importo e viene concordata anche la modalità di versamento del canone di affitto. Ed è proprio durante la stipula del contratto a canone concordato che devi specificare se scegli o meno il pagamento delle tasse tramite cedolare secca, nel caso in cui tu non voglia pagare le tasse sugli affitti a canone concordato con il metodo ordinario.

Di seguito vedrai quindi come si pagano le tasse sul canone d’affitto con la modalità tradizionale, ovvero il calcolo Irpef sui redditi, oppure con il metodo più veloce e comodo della cedolare secca.

Calcolo IRPEF

Il pagamento delle tasse sui canoni avviene tramite il calcolo IRPEF con regime ordinario, se non viene confermato diversamente durante la stipula del contratto d’affitto a canone concordato.

Tramite il modello 730 che si utilizza per la dichiarazione dei redditi, devi indicare tutte le quote canone percepite dal tuo inquilino, che andranno ad aumentare il reddito complessivo personale sul quale vengono calcolate le tasse Irpef.

Ecco quali sono gli scaglioni di reddito, associati a un’imposta con aliquota variabile e progressiva, che cambia all’aumentare del reddito complessivo:

imposta IRPEF con aliquota al 23% per importi reddito fino a 15. 000,00 euro; imposta IRPEF con aliquota al 27% per importi reddito da 15. 001,00 fino a 28. 000,00 euro; imposta IRPEF con aliquota al 38% per importi reddito da 28. 001,00 fino a 55. 000,00 euro; imposta IRPEF con aliquota al 41% per importi reddito da 55. 001,00 fino a 75. 000,00 euro; imposta IRPEF con aliquota al 43% per importi reddito superiori a 75. 000,00 euro.

Se hai un reddito al limite tra uno scaglione e l’altro, è chiaro che la somma percepita tramite l’affitto a canone concordato può diventare motivo di passaggio tra uno scaglione e l’altro, con conseguente aumento anche dell’aliquota d’imposta IRPEF.

Calcolo cedolare secca

Il regime agevolato che prevede il calcolo cedolare secca è un’alternativa pensata per agevolare te nel pagamento delle tasse sugli affitti a canone concordato.

Questo serve a evitare che le quote canone facciano crescere il reddito e la quota di tasse da pagare. Con la cedolare secca, invece, puoi pagare le tasse sugli affitti a canone concordato nel rispetto della legge, usando un metodo più veloce e che ti permette di prevedere con maggiore chiarezza la spesa da versare allo Stato.

Ecco quali sono le sostanziali differenze e le modalità pratiche della cedolare secca:

canone non è fonte di reddito da accumulare al resto; quota canone verrà indicata nella dichiarazione come reddito fondiario; imposta unica sostitutiva IRPEF è pari al 21%; imposta sostitutiva scende al 10% nel caso di immobile locato in una zona densamente popolata; tasse pagate a parte, solo in base alla quota del canone annuo percepito; pagamento tramite il modulo F24 Elide, se si eseguite la dichiarazione dei redditi tramite l’Unico.

Se le tasse da pagare superano l’importo minimo di 257,52 euro, l’F24 viene suddiviso in tre scadenze, con modulo nominale e con codice specifico in base alla rata versata.

Per avvalerti del regime agevolato con cedolare secca per il pagamento delle tasse sugli affitti a canone concordato, devi comunicarlo durante la stipula del contratto. In questo modo verrà scritto e specificato fino a scadenza del contratto, con obbligo di rinnovo anche della richiesta.

Particolari agevolazioni

Vediamo quali sono le particolari agevolazioni che hai se scegli di pagare le tasse sull’affitto a canone concordato tramite la cedolare secca:

comunicandolo in fase di contratto, puoi evitare il pagamento dell’imposta di registro, pari al 2% sull’importo annuo pattuito per l’affitto, che prevede un valore minimo di 67,00 euro; non è più obbligatoria la marca da bollo di 16,00 euro da pagare solitamente ogni 4 facciate e su un minimo di 100 righe scritte. calcolo delle tasse più semplice e prevedibile.

Nonostante i tanti motivi che possono spingerti a scegliere il pagamento delle tasse sugli affitti a canone concordato per mezzo della cedolare secca, è sempre bene fare una valutazione personale e stabilire cosa sia più ragionevole.

Oltretutto è importante verificare i requisiti con cui è possibile avvalersi del pagamento tasse sugli affitti a canone concordato tramite la cedolare secca. Il proprietario dell’immobile deve essere una persona fisica e deve affittare a scopo abitativo.

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