Manovra 2027: cedolare al 5% sui canoni concordati, cosa cambia per i proprietari
30 ottobre 2026 · Blog Semplificaffitto · 5 min di lettura

La Manovra 2027 approvata dal Consiglio dei Ministri porta la cedolare secca sul canone concordato dal 10% al 5% (e all'1% per gli under 35). Ecco quanto risparmi e perché conviene prepararsi ora.
La Manovra 2027, approvata dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, dimezza la cedolare secca sui contratti a canone concordato: dal 10% al 5%. Chi affitta con contratto concordato a un inquilino under 35 (età verificata alla firma) scende addirittura all'1%. Non è ancora legge definitiva — serve il passaggio parlamentare — ma la direzione è chiara: lo Stato premia chi affitta a lungo termine col concordato.
Per un proprietario con una casa vuota o indeciso, questa è la notizia più importante dell'anno: il vantaggio fiscale del concordato raddoppia. Vediamo i numeri e cosa fare adesso.
Cosa prevede la Manovra 2027 per gli affitti?
Tre misure contano per i proprietari: la cedolare secca sul canone concordato scende dal 10% al 5%; chi affitta a inquilini under 35 paga l'1%; gli affitti brevi turistici invece diventano meno convenienti, con la cedolare al 21% sul primo immobile e al 26% dal secondo.
Il messaggio politico è esplicito: incentivare gli affitti a lungo termine e calmierati, disincentivare la rendita turistica. Se hai un immobile sul mercato breve, è il momento di rifare i conti.
Quanto risparmi davvero? L'esempio con i numeri
Prendiamo il nostro esempio di riferimento: un appartamento a Firenze con canone concordato massimo di 880 euro al mese, 10.560 euro l'anno. Sul libero mercato con cedolare al 21% pagheresti 2.218 euro di imposte. Col concordato oggi, al 10%, ne paghi 1.056. Col concordato dal 2027, al 5%, ne pagheresti 528.
2.218 €/anno
tasse col libero (21%)
1.056 €/anno
concordato oggi (10%)
528 €/anno
concordato dal 2027 (5%)
Risparmio potenziale: 1.690 € l'anno rispetto al libero, a parità di canone.
Tradotto: la differenza tra libero e concordato passa da 1.162 a 1.690 euro l'anno. Su un contratto 3+2 sono circa 8.450 euro che restano a te invece che allo Stato — senza contare IMU ridotta e registro agevolato, che restano.
Attenzione: non è ancora legge
La misura è nel disegno di legge di bilancio approvato dal Governo il 28 ottobre 2026, ma deve ancora passare in Parlamento, dove può essere modificata. L'entrata in vigore prevista è il 2027. Aggiorneremo questo articolo all'approvazione definitiva: le regole esatte (requisiti, decorrenza, eventuali condizioni) si conosceranno solo col testo finale.
Cosa conviene fare adesso se hai una casa da affittare?
Prepararsi. Chi arriverà pronto a gennaio 2027 — immobile valutato, microzona individuata, strategia contrattuale decisa — incasserà il vantaggio dal primo mese, mentre gli altri saranno ancora a informarsi.
Il primo passo è capire quanto vale il tuo canone concordato: puoi stimarlo subito con il nostro simulatore gratuito basato sull'accordo territoriale. Poi, con la valutazione gratuita, ti prepariamo tutto: calcolo esatto, asseverazione e contratto pronto. Se vuoi capire prima i meccanismi, leggi le guide alle tasse sul canone concordato e al confronto canone libero o concordato.
E se il mio inquilino attuale ha un contratto libero?
I contratti in essere restano validi con le loro regole. Ma in vista di un rinnovo o di un nuovo contratto, il 2027 cambia la convenienza: vale la pena pianificare per tempo il passaggio al concordato, che richiede tabelle, maggiorazioni e asseverazione. È esattamente il lavoro che facciamo noi, incluso nella gestione.
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